Nausea

Oggi ho la nausea, nausea di mè stessa, delle persone che ho intorno e che in un modo o nell’altro mi sono scelta…quindi le ho intorno perchè sono io a permetterlo.
E’ quasi doloroso, come del filo spinato aggrovigliato nello stomaco, basta un sospiro lieve per sentire male dappertutto…ripenso a queste ultime 48 ore e mi viene da vomitare…

Ripenso agli ultimi 3 mesi e la situazione è anche peggio.
Penso di aver perso di vista le cose importanti, penso di aver perso di vista chi sono.

Dinamiche strane: “Assuma la posizione”.

Ieri ho visto questa commedia che ho trovato divertente, a tratti forse un pò di black humour ma mi son resa conto di avere il sorriso sul viso…. lei un’autolesionista un “pò” svitata fresca fresca di clinica psichiatrica, lui un dominatore o presunto tale, dico così perchè ogni tanto sembrava preso dai sensi di colpa, con la passione per le orchidee.

Guardando questo film mi è sorta spontanea una riflessione, chiaramente la riflessione riflette il mio modo di vivere o essere soprattutto in ambito amoroso…e riflette la mia scarsa conoscenza su queste dinamiche assai strane…badate bene che non sto giudicando…sono solo curiosa.

Che gusto c’è nell’avere tra le mani una donna sempre tanto remissiva, un piccolo dolce zerbino che fa sempre quello che viene chiesto?

Non è più divertente “domare”/AMARE una puledra impazzita?

[chiedo per un’amica eh]

ps. musiche di Angelo Badalamenti….una meraviglia.
Per pochi intenditori…dirò solo due parole Twin Peaks.

Snowman: La Gran Risa

Mi ricordo di averti detto che eri come quella pista nera in Alta Badia…sono passati due anni e la penso allo stesso modo.”

“Le piste nere son pericolose, molla il colpo…se cadi ti fai male”

Lunghissima, impegnativa…ma bellissima…ed io non cado mai.”

“E se invece cadi?”

Se cado…mi rialzo e ricomincio da capo…eh no, non mollo il colpo

“Ho notato”.

(e il mio ego di merda ride pure oggi)

“una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo,mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe.”


Io non so cosa dovevi fare ma so che non dovevi essere migliore……solo essere vero…solo questo.

Puoi cercare di farti piacere la tua vita, ma sarà sempre una farsa, solo la verità rende liberi, liberi davvero…e non ha il mio nome la verità…ha il tuo.

Sul tetto del cuore sacro di Parigi

[Miss Hyde sul tetto del Cuore Sacro di Parigi con la sua macchinetta fotografica]

Ho aggiunto un pezzo sai, un pezzo importante.“, te lo dico mentre sono nella vasca da bagno di casa tua, tu sei seduto fuori dalla vasca e mi stai leggendo un libro.

Raccontami“, mi dici, mentre riponi il libro sul pavimento e ti avvicini ad accarezzarmi la testa.

Ricordi l’attico in quel palazzo antico di cui ti ho già parlato? Quello che era casa nostra? Eri un ingegnere anche nella vita di prima, solo ti occupavi di urbanistica…dal terrazzo guardavi le stelle con un telescopio, dicevi che non c’erano geometrie più perfette, dopo la forma dei miei occhi.

Mi piacciono ancora le stelle, soprattutto se le guardo con te e si…i tuoi occhi sono l’unica geometria che mi ammazza

“Eravamo felici sai.”

Lo so…non si può non esserlo con te vicino

“…ma qualcosa è andato storto…non te lo so spiegare ancora bene, quando finisco li in quel posto, io guardo dall’alto, esco dalla scena e provo un senso di …non so, qualcosa di brutto…non respiro bene…”

Non voglio che lo fai più se ti fa star male…conta solo quello che stiamo vivendo ora, non trovi?”

Non trovo no…c’era una spiaggia, di quelle lunghe e bianche…

Mad…Parigi non ha spiagge“.

Eravamo su una spiaggia, forse erano delle vacanze…forse c’ero solo io…sempre in Francia e c’era una bambina con gli occhi chiari e i capelli rossi…ma poi io non l’ho più vista riaffiorare dall’acqua, e mi sono tuffata per salvarla…ma …non l’ho più trovata…poi quello che vedo perde i colori, diventa in bianco e nero e inizio a tossire e Irene a quel punto mi riporta a oggi…non mi lascia indagare oltre.”

Irene fa bene…non farlo più, chiederò ad Irene di non farti più sedute di ipnosi

Si chiamava Rachele, non mi hai più guardata nello stesso modo da quel momento“…te lo dico mentre cerco di trattenere una cazzo di lacrima di merda e mentre penso che tutti i miei incubi sul perdere i miei figli in mare…arrivino da un passato tragico.

Raccogli la lacrima con il tuo dito, la metti in bocca e mi dici: “Sono dolci anche le tue lacrime…guarda come ti guardo ora, una vita dopo…non potrei mai guardarti in maniera diversa…mai….nè prima nè dopo…nè mai.”

poi aggiungi……”Rachele era il nome di mia nonna.



SafeWord 2.0

É la prima volta che la usi tu…hai fatto un monologo senza precedenti…ho letto pressoché in silenzio e alla fine mi hai detto che non ricordavi più la parola che fa scendere il silenzio tra di noi…ma che era quello che volevi.

Hai fatto tutto tu….hai scritto tutto tu…non ti ho chiesto nulla…ma alla fine non ce l’ho fatta, la felicità fa paura per chi crede che sia qualcosa da gestire…

“Come vuoi…silenzio sia…continuala pure da solo la vita da storpio che ti sei scelto.”

Questo te l’ho scritto però.

Solo che non capisco…chiedi silenzio e poi sei lì che mi cerchi su uno schermo…

M’ama non m’ama

Lui mi ama ma non riesce a cambiare vita,
L’altro mi vuole perchè sente che sono diversa…ha detto “speciale” ed è dispiaciuto di essere a 2000 km da me
L’altro, quello che voglio io, non ha tempo neanche per andare in bagno…

…Ironia eh…

..facciamo che esco con il primo che passa davanti a casa stasera…ah no..c’è il coprifuoco…aghahahhahahaha :-D

Timeless City: incontrarsi ad Istanbul

Questa notte sono stata a Istanbul
ed è stato molto bello.

E’ andata così
è notte, sta piovigginando e sto percorrendo le stradine strette di Istanbul, ho deciso di smettere di giocare, non ho mai giocato,  l’attimo prima di premere il tasto “delete”, l’attimo prima di cancellare per sempre quel suo messaggio vocale, arriva alle orecchie un suono nuovo, ne sono attratta, mi lascio guidare dalla musica e la musica mi porta in un locale pieno di gente, luci basse e atmosfera calda, fumo nell’aria, in fondo al locale due musicisti che improvvisano i battiti del loro cuore traducendo in musica le loro emozioni…io ascolto… indecisa se prendere parte a questa danza, indecisa se abbassare di nuovo la guardia e fare entrare la musica nel corpo…è la musica che decide, ballo e il sassofonista decide di dedicarmi il suo ritmo ed io lo ascolto entrarmi dentro.
Lo guardo e ballo, mi guarda e sorride.

La musica ora è diversa e il sassofonista balla vicino a me, mi infila le mani sotto al vestito, avvicina la bocca al mio orecchio e in un accento che non so ancora decifrare dice: “Musica, camera, acqua, due spinelli”, infila una mano nei miei capelli, non attende nemmeno un mio cenno di risposta…lo seguo e non so perché.

La camera ha pareti bianche, mobili di legno e coperte azzurre, non abbiamo pronunciato parole lungo il tragitto, lui camminava veloce e mi teneva la mano; lui non conosce il suono della mia voce.

Accende candele e incensi profumati, inizia a suonare, ma sta suonando una chitarra adesso, per me adesso, soltanto per me, chiude gli occhi, poi li apre e mi sorride…mi avvolge e mi fa stare bene e la sua musica diventa conforto per le mie ossa rotte, faccio scendere l’acqua nella vasca da bagno che è nella camera da letto, tolgo il vestito e mi immergo in quel mondo liquido, e sulle sue note chiudo gli occhi anch’io.

La donna serpente

You let me violate you…help me I’m broken from my inside.

Distesa sul letto, lui è in ginocchio e mi guarda dall’alto, non faccio in tempo ad alzare nemmeno la testa che con lo sguardo mi ha già fulminata, quegli occhi che dicono poche parole: “Stai giù”.
Non so quanto durerà perchè io non sono una che sta giù a lungo…ma la sua sicurezza mi intriga, mi piace terribilmente abbandonarmi dentro quest’uomo, quest’uomo a cui vorrei dire: “Fammi quello che vuoi“…quest’ uomo che si mette un preservativo in mezzo secondo…

così non mi devo fermare”

già…così non ti devi fermare.